Workshop n. 4

La città: proposte politiche sulla lotta alla marginalità sociale.

Moderatori: Moreno Biagioni, Sandra Carpi Lapi

Premessa La nostra città si configura sempre di più come uno spazio chiuso ed esclusivo, da cui vengono respinte, espulse, se possibile cancellate, tutte quelle presenze ritenute fastidiose e “indecorose”: dai senza fissa dimora ai richiedenti asilo, dai Rom agli artisti di strada e ai lavavetri. La visione di città prefigurata in un Regolamento di Polizia Municipale estremamente repressivo e bigotto si va concretizzando in una serie di interventi che tendono ad espellere dalla città e dal suo centro storico le energie più vive, facendone un salotto-vetrina sede di eventi costosi e di dubbio interesse culturale.
Abbiamo assistito ad azioni – quelle sì davvero indecorose – ad opera delle istituzioni e delle forze dell’ordine: la distruzione di campi Rom “abusivi” in pieno inverno, lo sgombero di edifici occupati da chi non aveva dove andare, l’attacco violento alla tendopoli dei somali, rifugiati e profughi, che chiedevano un luogo dove poter vivere, la chiusura improvvisa e immotivata del cosiddetto “mercatino etnico”. Ogni inverno l’arrivo di temperature rigide e del maltempo ripropone il problema dei senza tetto senza che si riesca ad attivare in modo permanente un sistema decente e inclusivo di ospitalità. Di fronte all’ondata migratoria verificatasi in occasione delle primavere arabe, la Toscana ha giustamente rifiutato di rispondere con il sistema della mega-tendopoli, tuttavia i nuovi arrivati sono stati smistati in luoghi di accoglienza improvvisati, senza che vi fosse una rete di strutture e di competenze capace di garantirne l’accoglienza.

Obiettivi
Come possiamo disegnare una città inclusiva e dell’accoglienza?
Quali sono i principi fondamentali e le proposte concrete che possiamo avanzare?
Alcuni punti di discussione:

– sviluppare un sistema di accoglienza permanente, che guardi al di là delle emergenze e che preveda, da un lato, la garanzia dei diritti personali e la risposta ai bisogni di base, condizione necessaria per il rispetto della dignità della persona, dall’altro l’attivazione di percorsi che sostengano e facilitino un incontro reale fra culture diverse, nel rispetto di tutte le differenze, sia quelle individuali che quelle dei gruppi.

– prevedere spazi urbani vivibili dove potersi incontrare, attività e iniziative culturali che diventino poli di aggregazione di interessi, riutilizzare e curare le aree lasciate in abbandono e degradate nelle quali facilmente si sviluppano forme di vita e di attività totalmente sottratte al controllo sociale

– sviluppare un ampio e costante dibattito su tutti gli interventi urbanistici, in particolare quelli che riguardano il recupero e il riutilizzo sociale di aree e immobili dismessi (in modo da escludere interventi speculativi), e quelli nell’area della mobilità (che dovrebbero sempre partire dai reali bisogni dei cittadini e dalle necessità di zone urbane penalizzate, perché prive di collegamenti, nelle ore serali, con il centro della città).

– strutturare un sistema di servizi a bassa soglia per far fronte alle necessità di coloro che si trovano in situazione di disagio, perché la risposta ai bisogni essenziali si realizzi nel rispetto della dignità della persona e delle scelte individuali

Destinatari Tutti coloro che, a diverso titolo (dagli operatori agli amministratori, dai volontari agli attivisti dei movimenti), sono coinvolti nella ricerca di risposte alle problematiche della marginalità, sia sotto il profilo del rispetto dei diritti sia sul piano della progettazione di interventi e strutture.

Leggi il report e il documento conclusivo (.pdf)

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